

a Livorno, Galleria Granelli
dal 6/2/2010 al 13/3/2010
Inaugurazione
Sabato 6 febbraio 2010 - ore 18.00Sarà presente l'artista
Catalogo in Galleria
Orari della mostra:
mattino: ore 10.00 - 13.00
pomeriggio: 16.00 - 19.30
aperto tutti i giorni escluso i festivi
P.zza L. Orlando, 5 - 57126 Livorno
Tel./Fax 0586 809451
Cell. 339 4308857 - 348.3337010
http://www.galleriagranelli.it/ - info@galleriagranelli.it - grgrane@libero.it
Lamberto Pignotti è il capofila della poesia visiva italiana. Artista, poeta, teorico del movimento, le sue performances hanno inizio dagli anni Sessanta. Egli partecipa, in quegli anni, al cambiamento dell’idea di poesia e di arte italiana (Gruppo ’63, Gruppo ’70). Egli pensa che la performance sia prima di tutto un mezzo per far meglio accostare all'arte il pubblico, per farlo entrare nelle gallerie e nei musei. Lasciando ogni paradosso, Lamberto Pignotti è convinto che l'arte contemporanea esiga formule che vadano alla ricerca del "nuovo". Pignotti si mostra al pubblico quale egli è normalmente. Non si veste per lo spettacolo. Preferisce i suoi abiti di ogni giorno, il gesto rapido, la battuta da mostrare, scritta su di un cartello, oppure, tramite oggetti di uso comune, presi anche dalla gastronomia, se ne serve per il suo scopo. Lo spazio scenico non è delimitato, si ha l'impressione che il pubblico possa attraversarlo o che, al contrario, lui possa attraversare il pubblico. Non c'è punto di vista fisso. Offre a volte dei dolci: ecco "il dolce stil nuovo", tramite questo gesto egli vuole segnalare ciò che oggi è divenuto l'antico movimento poetico cui appartenne Dante, contro la sdolcinatezza esagerata di certa poesia contemporanea. La poesia può essere bevuta, se beviamo un drink-poem, quasi una pozione magica tenuta in una bottiglia decorata dall'artista stesso. La poesia può essere masticata, se ha la forma e la sostanza del chewing-poem, oppure può essere offerta a adepti e credenti, come fa il prete quando dà la comunione, una poesia in forma di ostia, che entri nel nostro corpo con tutta la sua sostanza non solo ideale.
La pubblicità è pericolosa, allora rispediamola al mittente, ridicolizziamola per indebolire la sua forza persuasiva e interveniamo sui manifesti pubblicitari, trasformiamoli a nostro piacere. Siamo dunque, in Pignotti, nella linea del Futurismo, del Surrealismo, di Dada, ma con metodo critico, con grande forza creatrice e polemica in relazione ai problemi del nostro tempo. Il gioco si fa serio, ma poi, in ultima analisi, il corridoio si fa stretto è cosparso di palloncini colorati che non lo ostruiscono, si scansano al passaggio, ma a volte esplodono, implodono nel vano limitato.
Paolo Guzzi (Critico)
segnala -ArsValue